diretto da Romolo Marcellini.
Carlo Benni è corridore per la casa motociclistica Zetavu; durante la gara di motocross, disubbidisce agli ordini dell'ingegnere e la vince. Stanco dei giochi di squadra volti a far primeggiare il mezzo a discapito del pilota, desideroso di affermarsi nel mondo delle corse, si licenzia e torna a lavorare per il suocero, ex campione di moto, che grazie alle sue conoscenze riesce a farlo gareggiare con successo e a reperire i fondi per finanziare la costruzione di una sua moto. Quando Benni, uomo sposato, si infatua ricambiato della figlia del fondatore della Zetavu, iniziano nuovi guai per tutti...
Il tema della prevalenza del mezzo sull'uomo nelle gare motoristiche, pienamente affermato oggi, fu un problema molto sentito e dibattuto che si presentò nel secondo dopoguerra, quando la vittoria nelle competizioni non era più il risultato dell'uomo che mettendo alla prova se stesso, sfidava il pericolo e l'impossibile, ma serviva più ad assicurare alle case produttrici la conquista dei mercati.
Con la consulenza del campione di motociclismo Bruno Francisci, il film offre uno spaccato realistico del mondo dei motori dell'epoca con riprese dal vero di famose competizioni, in particolare la celebre corsa su strada Milano-Taranto, soppressa l'anno successivo insieme a tutte le gare motoristiche su strada, a causa di un terribile incidente nella Mille Miglia. Si avvale inoltre della collaborazione di campioni dell'epoca quali Libero Liberati, Geoff Duke, Bill Lomas, Pierre Monneret e molti altri elencati nei titoli di testa, mentre la Moto Guzzi mise a disposizione i propri stabilimenti a Mandello del Lario, nonchè la Galleria del Vento, per girare le scene della casa motociclistica Zetavu. Un gioellino quindi ,che dopo essere sparito dai circuiti cinematografici, è stato ritrovato e restaurato dalla Cineteca di Bologna nel 2017 tramite una campagna di finanziamento collettivo.