"Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli" dichiara Mussolini nel discorso di insediamento alla Camera, il 16 novembre del 1922, fra lo stupore dei deputati antifascisti, allibiti da parole che suonano un esplicito annuncio di regime. Poche settimane dopo l'amnistia: una pietra tombale sulle violenze compiute dagli squadristi prima della presa del potere. Ma aggressioni, delitti e incendi contro cooperative, sindacati, giornali e militanti liberali e di sinistra non terminano qui.
La Grande Storia presenta Dittatura, un lungo racconto che abbraccia la storia italiana dalla nascita del fascismo il 23 marzo 1919 alla caduta del regime il 25 luglio 1943. Ben più di due decenni di tragedie.
Giunto al governo Mussolini non esita ad assorbire tutte le squadre fasciste creando un nuovo organo di Polizia di stato e di partito: la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. E integra nello stato anche il Gran Consiglio del Fascismo, un altro organo di partito.
Nel 1926 con il varo delle "leggi fascistissime", il cui effetto è retroattivo, si sopprimono tutti i giornali non ligi al regime e anche i partiti di opposizione. I pubblici dipendenti dovranno prendere la tessera del partito. E' abolito il diritto di sciopero. Si istituisce il confino di polizia: non solo per gli antifascisti ma anche per gli omosessuali, accusati letteralmente di "attentato alla dignità della razza". Gravi le sanzioni contro l'espatrio clandestino.
Il Tribunale Speciale emette gravi pene, compresa quella di morte, per le attività contro il fascismo, considerate ormai "delitto contro lo Stato".
L'Ispettorato Speciale di Polizia divenuto poi OVRA, come una piovra, raggiunge con i suoi tentacoli capillarmente tutti i cittadini, tanto che in ogni condominio c'è un informatore, spesso il capo palazzo.
Non mancano i crimini veri e propri. Viene ucciso a colpi di bastone don Luigi Minzoni, il parroco di Argenta. Ed ancora a colpi di bastone anche il deputato liberale Giovanni Amendola e l'intellettuale Piero Gobetti con l'unica differenza è che questi ultimi moriranno alcuni mesi dopo l'aggressione.
Contro i delitti fascisti perpetratisi a danno delle opposizioni durante la campagna elettorale per le elezioni tenutesi nell'aprile del 1924 e che vede la vittoria del listone di cui fa parte il partito fascista, il 30 maggio 1924, alla seduta inaugurale della Camera si alza la voce di Giacomo Matteotti per chiedere l'abolizione del responso delle urne. Pochi giorni dopo, il 10 giugno Matteotti viene rapito e ucciso dai sequestratori fascisti sui sedili posteriori di una macchina su cui è stato caricato con la forza. Il cadavere di Matteotti verrà rinvenuto nei dintorni di Roma il 16 agosto.
Ancora morti. Antonio Gramsci, arrestato, morirà per gli stenti e la durezza della pena subito dopo essere stato dimesso dal carcere. Nel 1937 saranno uccisi, a Bagnoles de l'Orne in Francia, i fratelli Carlo e Nello Rosselli.
La Grande Storia - Dittatura di Enzo Antonio Cicchino.