Napoli. Jack, Maggie e Frank sono tre ladri statunitensi giunti in città per rubare il tesoro di san Gennaro. Senza svelare i loro piani, i tre chiedono aiuto a una vecchia gloria della malavita napoletana, don Vincenzo "il fenomeno", che però si sente troppo vecchio per nuove imprese ed è inoltre detenuto a Poggioreale. Egli consiglia quindi ai tre di rivolgersi al suo pupillo Armanduccio Girasole, detto "Dudù". Questi è a capo di una sgangherata banda composta da Sciascillo, suo assistente personale, il "Barone", un uomo che millanta di avere il cuore a destra e vive facendosi ospitare in aule universitarie e congressi internazionali di medicina, il becchino "Agonia" e il "Capitano", tecnico della banda. Inizialmente Jack non informa Dudù delle sue reali intenzioni, ma gli chiede soltanto aiuto per realizzare un grosso colpo. Nonostante le deficienze tecniche caratterizzanti la componente "napoletana" del gruppo, vengono gettate le basi e decisi giorno e ora del colpo stesso.
Il primo tentativo fallisce sul nascere perché, dovendo Dudù trattenersi a una festa di matrimonio, la banda, coinvolta nei festeggiamenti, perde il bulimico Frank che muore per indigestione dopo aver mangiato un'abnorme quantità di cozze. Con la morte di Frank, Jack è costretto a informare Dudù del suo piano: impadronirsi del tesoro di San Gennaro, valevole 30 miliardi di lire. Dudù e la sua banda tentennano davanti a una proposta che non solo è difficile da attuare, ma appare anche sacrilega. Decidono così di chiedere il permesso al santo, interpretando come un suo assenso un raggio di sole che, dopo la pioggia, ne illumina la statua. Le vere intenzioni di Dudù sono comunque quelle di tenere tutto il tesoro per sé e usarne una parte per portare benefici alla città. Come già successo in occasione del primo colpo fallito, Dudù propone agli americani di ritentarlo durante la serata finale del Festival di Napoli, per poter approfittare così di una città semideserta e distratta dalla manifestazione canora........
Genere commedia
Regia Dino Risi
Soggetto Ennio De Concini e Dino Risi
Sceneggiatura Ennio De Concini, Dino Risi, Adriano Baracco e Nino Manfredi
Produttore Turi Vasile
Casa di produzione Ultra Film - Roma, Lyre - Paris, Roxy Film - Munchen
Distribuzione in italiano Interfilm
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Franco Fraticelli
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Maurizio Chiari
Interpreti e personaggi
Nino Manfredi: Armanduccio Girasole, detto Dudù
Senta Berger: Maggie
Harry Guardino: Jack
Claudine Auger: Concettina
Mario Adorf: Sciascillo
Ugo Fangareggi: Agonia
Dante Maggio: il Capitano
Totò: don Vincenzo o' fenomeno
Giovanni Drudi: l'arcivescovo Aloisio
Giacomo Rizzo: carcerato
Pinuccio Ardia: il Barone
Vittoria Crispo: mamma Assunta
Enzo Cannavale: Gaetano, secondino
Gino Maringola: secondino
Nella Gambini: damigella al matrimonio
Rino Genovese: commissario di polizia
Carlo Pisacane: spettatore della casa con il muro demolito
Solvi Stübing: suora
Ralph Wolter: Frank
Vincenzo Falanga: Settebellezze
Elena Fiore: vedova alla carrozza funebre
Mario Laurentino: commissario
Nuccia Fumo: donna al porto
Doppiatori italiani
Gabriella Genta: Maggie
Carlo Croccolo: Frank [1]
Enzo Turco: commissario di Polizia, vecchio al porto